mercoledì 7 dicembre 2011

Femmina di bianco vestita

occhi con ciglia di cristalli di sale
rubini mascherano il tuo sguardo
incastonati nella tua pelle
sembrano nascere da te
femmina di bianco vestita
trasportata al giudizio sacro
con braccia legate al parapetto
di un carro ligneo
trainato da bestie dal cuore nero
e puro
un tessuto porpora con trama grezza
lascia passare una luce naturale
circondata da un rosso intenso
e sai che il sole morirà
si spalancano le porte di una chiesa nuda
grigia, fredda pietra
monaci apparenti si voltano
danno le spalle all'altare
i cappucci spezzano a metà i loro visi
ipocriti religiosi siete comunque animali
non dimenticatelo
sguardi lussuriosi urlano dalle loro facce
scostano con violenza i sipari dai loro volti
voglio entrare in scena, fremono
la femmina di bianco vestita entra
trasportata dal carro e dalle bestie
che luride lasciano tracce organiche
quasi a voler poi ritrovare il senno, ora smarrito
hanno amato e si sono lasciate amare
le bestie
il campo era di grano dorato, appena reciso
al centro l'orgia urlava
versi umani e meno umani
un'accorato grido di piacere
le corna la ferivano
l'inevitabile fuga del liquido rosso bagnava
le sue braccia
le sue cosce
la sua schiena
un corno meno duro, dopo averla presa
lasciava scorrere un fiume scuro dal suo sesso
le sue grandi labbra parevano succhiarlo
desiderose di trattenerlo
femmina di bianco vestita
solleva il tuo sguardo
sei giunta ora al principio
e alla fine di tutto
aprite gli occhi
innalzate un canto gotico in suo onore
lei vi purificherà
abbatterà quest'architettura iconica
vi mostrerà la vera chiesa
un tempio autentico fatto di carne, sangue, fuoco
divaricate lo spazio davanti all'altare
slegatele i polsi
datele la libertà che le spetta
a piedi nudi si avvicina
come una serpe del deserto
il suo odore si insinua nelle menti degli uomini
sotto le vesti hanno solo pelle
e la loro offerta
toglietevi i crocifissi a voi appesi
indegni di una religione finta
adorate i vostri obelischi
date loro nuova fiamma
un nuovo innesto nella vita
lei li accoglierà
e sarà la femmina perfetta
la madre ideale
urlate, pregate, adorate la nuova genesi
crolleranno le pareti marmoree
simulacri di pietra abbasseranno per sempre le teste
e i loro corpi si frantumeranno
elementi mortali disintegrati
dallo spirito potente di un animale in calore
candele non illumineranno
candele coleranno
candele muteranno
assorbiti dal girone più atteso
sarete distrutti per rinascere in lei
lei divorerà il suolo
leccherà le pietre di giardini in fiore
si rialzerà
solcherà cieli di vallate con ali di gufo
il sole morirà
perchè lo vorrà
sereno lascerà il suo trono
alla nuova stella
pioverà sangue ad ogni suo passaggio
ma lei sarà accecante

perfetta
femmina di bianco vestita

a l t r o t e m p o

...sulla superficie di un   m a r e   s e c c o
 
 
mi abbandono nel   s u o   o r o
 
 
ingoio la sua polvere
 
 
per divenire clessidra...
 
 
 
 
i n f i n i t i   periodi cristallizzati
 
 
a t t r a v e r s a t i   da aghi solari
 
 
abbastanza incandescenti
 
 
per fondere micron-ismi di silicio...
 
 
 
 
...ed essere statua...

E' tempo di vivere

Una momentanea Apocalisse annega una metropoli troppo agiata, per risvegliarla dalla comoda frenesia quotidiana...
sarei curioso di sapere quanto tempo di incessante pioggia sarebbe necessario per domare le nostre menti... per sempre...
mentre piove ci sono persone che sorridono con la convinzione che fra un po' tornerà il sole... la certezza della solita routine... "pillola azzurra"...
mentre piove ci sono persone che sorridono con la speranza che quel battesimo sia per sempre... si sentono rinascere... "pillola rossa"...
se solo riuscissimo a focalizzare un piccolo dettaglio... proviamo ad essere una di quelle gocce, cambiamo il nostro punto di vista: riescono a deformare, riflettere e illuminare le immagini che le circondano... nella loro esistenza sono i più grandi dei rivoluzionari... silenziose, inesorabili, benedette, veloci percorrono il loro destino fino ad infrangersi sull'acciaio, sul vetro, sull'asfalto, sul cemento, sulla preziosa terra... mai moriranno... sanno moltiplicarsi, diventare più piccole ma più numerose... un virus sano... per poi riunirsi in una accorata orgia acquatica urlante, come un gruppo immenso di streghe e stregoni pronti a lanciare il loro incantesimo...
le pozzanghere fanno il loro sporco lavoro... giudici silenziosi mostrano la nostra immagine, ci confessano... non emettono la sentenza, quella la proferisce il nostro cervello...
forse per avere una rivoluzione assoluta dovrebbero piovere rane...

venerdì 2 dicembre 2011

Lama sonora

Desidero assolutamente una lama sonora che riesca con la sua perfetta funzionalità a lacerare ogni legamento che il mio cervello ha con il resto del corpo...

desidero che la mia mente venga sradicata dall'involucro che la contiene... onde sonore con frequenza altissima, così incalcolabile da diventare un corpo concreto... una spada brandita dal più abile dei samurai... un movimento così veloce... impossibile da cronometrare: non dovrebbe impiegare alcun intervallo di tempo per muoversi da un punto all'altro... la percezione visiva dovrebbe elaborare l'immagine simultanea di due lame che disegnano un ventaglio crèmisi conficcato nella mia testa... nessuno saprebbe delinearne la sagoma... ma non è impossibile, io lo vedo... io vedo il suono... forse è l'unica cosa tangibile in questo cielo oscuro...

vorrei tanto conoscere qualcuno che potesse darmi delle risposte... voglio solo sapere "perchè"...
perchè mi trovo a vagare su questa superficie abbagliante, così chiara... sembra ancora più luminosa quando alzo lo sguardo e metto l'orizzonte all'altezza degli occhi... il contrasto con il cielo nero non ha senso... cielo e terra dovrebbero essere entrambi chiari... o entrambi scuri...

un punteruolo sonoro mi buchi le orecchie... per favore... qualcuno mi punti una balestra e scocchi il suo dardo musicale trapassandomi il cranio da timpano a timpano, non importa se la conseguenza sarà un'esplosione di gocce rosse... è solo liquido colorato...

occhi accecati a metà... labbra immobili per il terrore, socchiuse... respiro così lentamente che tra una fase e l'altra mi sembra di dover morire... stati di apnea fin troppo dilatati...

il mio primo passo solleva lentamente una quantità di polvere pari al volume del mio piede nudo, e lentamente continua a fluttuare prima di ricadere sul suolo... anche qualche inerte più grande, casualmente spostato, impiega lo stesso tempo per completare la sua caduta...
mentre il mio piede avanza, mi accorgo che anche la mia gamba non ha indumento... e poi realizzo: entrambi gli arti inferiori sono spogli... appena concludo il secondo passo, mi fermo...

ruoto la testa per constatare lo strano dubbio, con una visuale in soggettiva prospetticamente troppo accentuata, e vedo il resto del corpo... completamente nudo...

assolutamente alieno in quel contesto, riporto la testa nella sua normale posizione e di colpo vedo la casa azzurra... tendo verso lei le braccia ormai atrofizzate, perfettamente parallele fra loro e vedo con mia immensa, indescrivibile gioia che riescono a contenere in modo impeccabile, quasi divino la sua sagoma... e Dio solo sa quanto vorrei giocare con quella palla...
chiudo gli occhi, alzo la testa verso il cielo nero che mi sovrasta e mi copre, quasi a voler nascondere ad occhi extraterrestri la mia scandalosa, naturale nudità...
il sorriso che si forma sul mio volto è uno di quelli memorabili, indimenticabile per il resto della vita...
mia vita...

e all'improvviso stento a credere ad uno dei miei sensi...

quella voglia tanto desiderata sta arrivando... non è del tutto distinguibile, ma sento che si avvicina... sembra un debole soffio all'orecchio...

- oh Vivi...
giocavamo spesso a sussurrarci parole dolci appena percettibili che dovevamo indovinare a turno... e ad ogni risposta esatta il premio consisteva in un bacio, in una carezza o in un caldo abbraccio...
ma alla fine... le parole appena pronunciate diventavano semplici sospiri che la tua bocca trasportava da un corpo all'altro...
mi manchi, Vivi... -

però... chi l'avrebbe detto... non ci ha messo molto...
nel frattempo il soffio si è trasformato in un fischio... e ora... non ci credo: la sua frequenza sonora sta aumentando... sta pungendo il mio udito... e sono sicuro che fra un po' non lo sentirò più, non perchè avrà smesso di esistere ma perchè sarà diventato il suono perfetto, potente ed inarrestabile...
tanto desiderato... ultrasuono...

prima di vedere il buio assoluto, notai appena in tempo i riflessi che il sole formava sulla visiera del mio casco, le mani riparate dai guanti, i piedi rivestiti dagli stivali e il resto del corpo protetto dalla tuta standard... tutte cose normali... cose familiari... il solito equipaggiamento...
mi ricordai di essere completamente solo in quell'immensità spaziale...

e un attimo dopo riuscii a vedere i miei arti che mi abbandonarono, tranciati dai raggi beta sparati da quell'ammasso di odio prodotto dal nostro egoismo... un groviglio di incrociatori spaziali e caccia interstellari armati fino ai denti... un conflitto esploso tra Terra e Luna... uomini contro uomini... formiche contro formiche... davvero l'uomo è così presuntuoso da permettersi di sprecare il suo poco tempo che ha in questo modo?... stupido uomo... a volte penso: non dovremmo nemmeno nascere... non dovremmo esistere, se non riusciamo ad evitare l'autodistruzione...

comunque mi sento fortunato: prima che un altro raggio arrivi alla mia gola riesco ad inspirare l'ultima boccata di ossigeno rimasto... e lo trattengo gelosissimo...

chiudo gli occhi...

e sorrido...

Un attimo e tutto passa...

"un attimo... vedrai che tra un po' sarà tutto finito... basta con queste urla... basta con questa sensazione innaturale... siamo nati senza ali, ci sarà un motivo... il peso sulla schiena è troppo... ma tu dimmi se questo stupido grassone doveva proprio sedersi dietro... e poi accanto a me questa vecchiaccia, con la sua schifosa pelle molle, piena di solchi... la dentiera fuggita dal luogo per cui è nata... chissà non avrà messo l'adesivo... 

ahahah... già ridi... 
...forse è la sola cosa sensata da fare: fai uscire la follia... un attimo e poi tutto sarà finito... un attimo a tua completa disposizione... approfittane, non ci saranno conseguenze... è il tuo tempo per sfogare il libero arbitrio... potresti strozzarla... 'sta vecchia che continua a vomitare sangue...che schifo... e il ciccione dietro... ah se avessi un coltello lo squarcerei e gli espellerei tutte le interiora... 
...ma tu pensa... quei pargoli sembravano degli angioletti, così calmi e sorridenti con mamma e papà... è bastata una lastra del doppio vetro esploso dal finestrino... ha trafitto, lacerato le gole dei grandi... visto, essere piccoli a volte ti "salva la vita", ihihih... si ridi, ridi... 
...e ora quelle pesti non la smettono di gridare, emettono solo suoni, nessuna lettera o parola, solo suoni talmente fastidiosi che per meglio sopportarli stringo il più possibile i denti, fino a far sanguinare le gengive... e mi ripeto... è solo un attimo... tra un po' tornerà la pace... 
...siamo nati senza ali, un motivo ci sarà... e infatti la Terra rivendica le sue creature... le ha viste allontanarsi da lei... forse per amore materno... forse per invidia... non ci vuole lasciare liberi... liberi... vogliamo essere liberi ma non possiamo evadere da una prigionia che abbiamo creato noi... dentro di noi... 
...lentamente ma con una frequenza ben determinata e costante comincia ad esplodere il resto degli oblò... c'è troppa differenza di pressione... stupido ingegnere... ha avuto l'incarico di questo progetto solo perchè è figlio del governatore... ma è solo un bambino viziato... senza spina dorsale... senza alcuna nozione... l'avessero affidato a me... 
avrei tenuto conto di qualsiasi imprevisto... qualsiasi... certo... 
...ormai sento qualche articolazione rompersi per gli urti che il mio corpo deve sopportare... e la mia mente fatica a resistere al dolore... non vorrei... ma inizio ad urlare anch'io... come quegli insopportabili nanerottoli... pure io... un bambino... 
...vorrei che foste qui accanto a me... mi mancate... comunque non credo che rimarrò solo ancora per molto... mi mancate, ma... ancora un attimo... poi vi riabbraccerò... 
...dalle cinquanta miglia di quota iniziale... ormai dovremmo essere a circa trenta... la velocità aumenta... l'attimo... quello assurdamente sembra non aver fine... perdo la cognizione del tempo reale... ho tanti di quei pensieri... 
...la cabina si riempie di ogni tipo di oggetto che magicamente prende il volo, sbattendo contro le facce degli altri... tutti rimangono sfigurati... tranne me... 
...dieci miglia... ancora un attimo... 
...ehi! e questo... da dove...?... no, non così, no!... è un'umiliazione... non doveva accadere... questa maledetta piastra di metallo... dov'era posizionata... impossibile... non me ne sono accorto, è stata troppo veloce, una ghigliottina... 
..e ora...AHAHAH... mamma... papà... come farò... come farò...? ahahah... 
...un braccio... ahahah... di netto... ahahah... e la mano destra..." 
... 
zero miglia... 
... 
il boato provocato dall'impatto del gigantesco reattore nucleare con il suolo terrestre... 
...gigantesco perchè necessario per sollevare una cosmonave così immensa con a bordo l'ultimo miliardo di esseri umani... 
...lo si sarebbe potuto udire fino all'altra estremità del pianeta e la conseguente luce accecante si sarebbe vista fino alla superficie lunare... 
...se solo qualcuno fosse rimasto per udire... per vedere... 
... 
"abbiamo avuto paura... abbiamo visto la Terra invecchiare e siamo fuggiti... come giovinastri ribelli, con l'illusione che scappando potessimo acquisire un'insensata immortalità... ahahah... si bravo... continua a ridere... ma la senti comunque... 
...la madre Terra che ama i suoi figli, che sta morendo, che non vuole rimanere sola nel suo ultimo... interminabile... attimo"...